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Lezioni di Einstein a un anno dalle elezioni

Ago 27, 2026 | Politica

Mettiamola così: se lo ritenessi indispensabile, questo sarebbe un buon momento per spiegarti perché sono sparito per un anno (o poco più) da questi schermi. Ma siccome non è una questione di vita o di morte saperlo e soprattutto dato che non ho un valido elenco di buoni motivi per essermi fermato (ok il secondo figlio, gli altri interessi, un po’ di brain fatigue e altre cose) non farò niente di tutto questo.

Facciamo finta di niente e passiamo oltre.

Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi

A.Einstein (almeno così pare)

Una lezione che non si vuole imparare

Se l’ha pronunciata, quella frase Albert Einstein deve averla pronunciata con una tazza di the in mano, mentre osserva i leader del centrosinistra (ma anche della sinistra in generale) e ne ascolta le dichiarazioni a un anno dalle elezioni politiche.

O magari l’ha detta direttamente a loro durante una conferenza, solo che loro non l’hanno sentito perché avevano i capelli sopra le orecchie a nascondere le cuffie, come uno svogliato studente qualunque.

Non hanno ascoltato, hanno fatto sì con la testa e poi hanno chiesto il riassunto al vicino di banco… solo che neanche lui aveva ascoltato.

Battute di basso livello a parte, il tempo per correggere gli errori attuali c’è, a patto che si muovano in fretta.

I 3 grandi temi, che ci piaccia o no

I grandi errori sono sostanzialmente tre, ma pesano come macigni proprio perché sono ripetuti nel tempo:

  1. Scegliere i temi sulla base delle priorità
    Nessuno dice che la sinistra dovrebbe abbandonare i temi che sta portando avanti, nessuno chiede un disimpegno sul tema dei diritti civili e nessuno pretende un passo indietro – no, neanche la dichiarazione travisata di AOC sul Woke – ma è necessario mettere in ordine i temi sulla base del pubblico che hanno, prima di passare a quelli che servono a creare una nuova cultura. [so già di essermi espresso male, ma tant’è]
  2. Smettere di parlare degli altri
    Nove anni fa, c’era lo spauracchio Salvini, quattro anni fa la strategia comunicativa fu quella di arginare la vittoria di Giorgia Meloni, la cattiva di turno. Oggi, due dichiarazioni su tre riguardano Roberto Vannacci, ufficialmente il nuovo villain, e le sue frasi. Spoiler: molte sono “sparate”? sì, certo, ma dirlo non ti porterà alcun beneficio.
  3. Ridurre al minimo le discussioni pubbliche sulla leadership
    Non sono nato oggi, so quanto sia importante per gli equilibri interni e per quelli esterni; dico solo che sentire una dichiarazione dietro l’altra su chi dovrà guidare la coalizione, è di una noia mortale.
  4. BONUS: usare un linguaggio più rispondente alla realtà, non per forza un linguaggio perfetto.
    Ma di questo parleremo più compiutamente più avanti, perché merita uno spazio decisamente più ampio.

Visto da qui non sembrerebbe così complicato, e la soluzione parrebbe essere a portata di mano, invece sono anni che ci si chiede il perché senza arrivarne a capo.

Ma forse, tutto sommato, trovare la risposta non spetta né a me né a questo blog.

Appunti e spunti per le elezioni del futuro

Un anno potrebbe sembrare un sacco di tempo, ma in realtà è un battito di ciglia: l’estate sta finendo, le temperature si abbassano e – almeno al nord – ci avviciniamo di corsa al Natale; un battito di ciglia e siamo in primavera, poi arriverà il momento del “ci pensiamo poi a settembre” ma lì sarà molto tardi.

Il tutto ovviamente se non si dovesse andare a elezioni anticipate.

Quindi, l’unica possibilità per non finire come quelli dell’aforisma iniziale è quella di risolvere quei 3-4 punti in fretta e riportare il discorso su temi che interessano le persone e il loro portafogli.